Dal Sole 24 ore del 27 novembre 2017

Contabilità. Il rinvio non cancella gli incentivi all’approvazione entro dicembre.

Definito l’ammontare del fondo di solidarietà che spetta a ogni Comune per l’anno 2018, mercoledì il ministero dell’Interno pubblicherà gli importi scaturiti dall’intesa della settimana scorsa fra Governo e Anci, che svela le ultime incognite sulle principali regole per la costruzione del bilancio di previsione del prossimo triennio.
Il meccanismo di riparto del fondo di solidarietà comunale sarà basato su una perequazione più graduale (45% anziché 55% nel 2018). Per gli anni successivi sarà pari al 60% nel 2019 (invece del 70%), all’85% nel 2020 e al 100% nel 2021. La perequazione, superando il criterio storico a favore della differenza fra capacità fiscale e fabbisogni standard di ogni ente, opera di fatto una diversa distribuzione di risorse tra i singoli Comuni, a parità di entrate complessive attribuite al comparto.
Resta però confermato il blocco degli aumenti dei tributi e delle addizionali per l’anno 2018, ad eccezione dell’imposta di soggiorno, di sbarco e della tassa sui rifiuti. Gli unici margini di manovra sul fronte delle entrate sono limitati alle tariffe dei servizi pubblici e alle altre entrate di natura patrimoniale (come il canone occupazione spazio e aree pubbliche). Rientrano invece nel blocco il canone per l’autorizzazione all’installazione dei mezzi pubblicitari, anche se è alternativo all’imposta comunale sulla pubblicità e diritti sulle pubbliche affissioni, perché ha natura tributaria.
Per quanto riguarda gli oneri concessori, è in attesa di conversione il decreto fiscale (Dl 148/17) che permetterà l’utilizzo di questi proventi anche per il finanziamento delle spese di progettazione.
Chiusa anche la partita sul fondo crediti dubbia esigibilità con la previsione per il 2018 di un accantonamento minimo pari al 75% dell’importo dovuto, calcolato facendo riferimento al rapporto riscossioni e accertamenti del quinquennio 2012-2016 (era invece previsto l’85%). Per il secondo e terzo anno del bilancio (2019-2020) le percentuali saliranno rispettivamente all’85 e al 95 per cento. Dal 2021 questo accantonamento sarà a regime per l’importo totale. La doppia modifica su standard e fondo crediti accoglie le pressioni dell’Anci per evitare l’effetto combinato delle due progressioni sui bilanci locali. Il risultato soddisfa però anche il governo: «È il coronamento di un processo non facile e ricco di resistenze – commenta Luigi Marattin, consigliere economico di Palazzo Chigi – ma che alla fine è andato in porto grazie al lavoro di tutti, governo ed enti locali». La prima urgenza del governo è stata quella di accelerare i tempi, per evitare troppe proroghe dei preventivi che secondo la Rgs ostacolano la ripartenza degli investimenti: «Nel 2014 l’ammontare del Fondo fu indicato ai Comuni alla fine dell’estate e il termine per approvare i bilanci era il 30 settembre – sostiene Marattin -: oggi i Comuni conoscono i dati alla fine di novembre dell’anno precedente».
L’anticipo delle regole contabili è infatti funzionale alla costruzione del nuovo bilancio, il cui termine ultimo di approvazione è stato spostato al 28 febbraio con quella che dovrebbe essere l’unica proroga. Resta da capire se lo slittamento comporterà il rinvio al 31 dicembre dei termini anche per l’approvazione della nota di aggiornamento al Documento unico di programmazione e dello schema di bilancio da parte della giunta (rispetto al termine ordinatorio del 15 novembre).
È tuttavia importante ricordare che l’approvazione di questi documenti di programmazione entro fine anno (insieme al rispetto del pareggio di bilancio) consente il superamento dei vincoli di finanza pubblica relativi alle spese per studi e consulenza, relazioni pubbliche, convegni, pubblicità, rappresentanza, sponsorizzazioni e formazione.
Intanto, sempre dalla manovra, arriva la solita proroga di un anno all’obbligo di esercizio associato delle funzioni fondamentali nei piccoli Comuni.

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