Da Il Sole 24 ore del 08 gennaio 2019

«Saldo e stralcio» al via. Pubblicato il modello dell’Agenzia delle entrate-Riscossione.

Ai nastri di partenza la pace fiscale per chi è in difficoltà economica. Con la pubblicazione del modello di adesione al «saldo e stralcio» delle cartelle datate 2000-2017, l’agente pubblico della riscossione avvia la macchina della decima sanatoria introdotta dal Governo Conte con la legge di Bilancio. Le altre nove sono quelle previste dal decreto fiscale e a cui domani sarà dedicato uno speciale de Il Sole 24 Ore.
Per il saldo e stralcio la chiave d’accesso è l’Indicatore della situazione economica equivalente (Isee). Dopo un lungo tira e molla all’interno del Governo, la soglia dell’Isee è stata fissata a 20mila euro. Un tetto che, in termini di reddito netto del nucleo familiare, arriva a sfiorare anche i 40mila euro. A pesare sono le differenti variabili, ad esempio quelle dei beni mobiliari e immobiliari. Così come sarà determinante ai fini del rispetto della soglia la presenza o meno di mutui o finanziamenti. Questi ultimi, ad esempio, in quasi tutti i casi fanno oltrepassare il limite dei 20mila euro tagliando fuori una potenziale e nutrita platea di soggetti interessati. È pur vero che, come spiega la nota di agenzia Entrate-Riscossione diramata ieri con il nuovo modello (si vedano gli esempi in basso) in caso di invio dell’istanza con Isee scaduto o fuori dai limiti di legge rappresenta a tutti gli effetti l’istanza di adesione alla rottamazione-ter.
Per aderire alla sanatoria c’è tempo. Il modello approvato ieri e denominato «SA–ST» con gli acronimi di «saldo e stralcio», dovrà essere presentato entro il 30 aprile 2019. Oltre alle persone fisiche con Isee fino a 20mila euro, la domanda potrà essere presentata anche da chi ha già aperta una procedura di liquidazione alla data di presentazione della dichiarazione di adesione. Rientrano nella definizione agevolata anche i contribuenti che, nel rispetto dei requisiti in termini di Isee e per le sole tipologie di debiti previste dalla legge, hanno aderito alle precedenti edizioni della rottamazione delle cartelle e non hanno perfezionato i pagamenti dovuti, compresi quelli entro il 7 dicembre.
Nel modello di adesione il contribuente dovrà attestare la grave e comprovata situazione di difficoltà economica, riportando – come si legge nell’esempio in pagina – i riferimenti della dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) presentata ai fini Isee e segnalando il valore Isee del proprio nucleo familiare o allegando, se necessario, la copia conforme del decreto di liquidazione. Sempre nel modello sarà il contribuente a dover specificare se vorrà saldare il conto in un’unica soluzione entro il 30 novembre 2019 o in 5 rate di importo variabile (35% del totale dovuto entro il 30 novembre 2019, il 20% entro il 31 marzo 2020, il 15% entro il 31 luglio 2020, il 15% entro il 31 marzo 2021 e il restante 15% entro il 31 luglio 2021) con un interesse annuo del 2% a decorrere dal 1° dicembre 2019.
Sarà poi l’agente della riscossione a comunicare entro il 31 ottobre 2019 le somme dovute. Se invece non sono rispettati i requisiti o l’adesione è stata richiesta per cartelle diverse da omessi versamenti fiscali o contributivi, sarà sempre l’Agenzia a comunicare la ripartizione degli importi secondo le regole della rottamazione-ter.
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