Da Il Sole 24 ore del 20 ottobre 2018
Corsa per chiudere i contratti e utilizzare la coda temporale del prossimo anno. La consegna o l’effettuazione dell’appalto deve avvenire entro giugno e dicembre 2019.
Per investimenti iper e super ammortizzabili, corsa alla chiusura dei contratti con acconto del 20%, per utilizzare la coda temporale del 2019. In attesa di conoscere la sorte degli incentivi nella legge di Bilancio 2019, le imprese che stanno pianificando investimenti da realizzare nel prossimo anno possono fare affidamento sulle norme in vigore che, seppur in scadenza a fine 2018, prevedono un prolungamento nel prossimo anno.
Bonus a termine
L’agevolazione per superammortamento (che riguarda, oltre alle imprese, i professionisti) rinnovata dalla legge 205/2017 e che probabilmente non verrà riproposta dalla legge di Bilancio nell’assetto attuale, prevede una maggiorazione del 30% del costo dei beni ai fini della deduzione delle quote di ammortamento o dei canoni di leasing (risparmio Ires pari al 7,2%).
L’incentivo riguarda acquisti di beni strumentali nuovi (escluse le autovetture, anche se strumentali) effettuati sino al 31 dicembre 2018, oppure anche nel primo semestre 2019, in presenza di ordini chiusi entro fine anno con pagamento di un acconto almeno del 20%. Stessa scadenza per l’iperammortamento al 150% sugli interventi industria 4.0 con le caratteristiche dell’allegato A) alla legge 232/2016 (risparmio Ires 36%), ma in questo caso la coda temporale per effettuare gli investimenti (sempre con ordini e acconti del 20% entro fine anno) si protrae fino al 31 dicembre 2019. In entrambi i casi, chi intende avvalersi delle due agevolazioni deve prestare attenzione alla formalizzazione delle condizioni previste dalla norma.
Ordine e acconto
In primo luogo, occorre che entro il 31 dicembre 2018 venga accettato l’ordine dal fornitore o, in generale, venga stipulato un accordo contrattuale vincolante che ha ad oggetto l’investimento. Non sono richieste forme particolari, quindi potrà trattarsi di proposte accettate o di scritture private secondo le ordinarie prassi in uso nell’impresa. Neppure è richiesto che i documenti abbiano una data certa.
Dovrà inoltre essere versato al fornitore un acconto almeno pari al 20% del costo risultante dal contratto. In presenza di ordine e acconto pagato al fornitore, la scelta, anche dopo il 31 dicembre 2018, di avvalersi di una società di leasing, non invalida la tempestività della «prenotazione» (risoluzione 132/E/2017). Se il costo a consuntivo supera, per revisione prezzo o per altre cause, quello del contratto, rendendo apparentemente incapiente l’acconto, non c’è da preoccuparsi: l’importo coperto dall’acconto resta agevolabile, mentre non lo sarà l’eccedenza. Ad esempio, con un ordine a fine 2018 per 100mila euro e acconto versato di 20mila euro, la iper-deduzione su 100mila è comunque valida anche se il costo finale sale, nel 2019, a 120mila euro, rendendo l’acconto inferiore al 20%. In questo senso si è espressa l’Agenzia nel corso del videoforum del Sole 24 Ore del 24 maggio 2018.
Il limite del 2019
Terminata la contrattualizzazione a fine 2018, occorre verificare che l’effettuazione dell’investimento venga attuata entro la data limite: 30 giugno 2019 per il superammortamento 30% e 31 dicembre 2019 per l’iperammortamento 150 per cento. Le regole sono note: consegna o spedizione per le ordinarie compravendite; ultimazione per gli appalti.
Non serve che il bene entro la data limite sia entrato in funzione e neppure, per l’iperammortamento, che sia realizzata l’interconnessione e redatta la perizia. Queste due condizioni riguardano infatti l’avvio della deduzione e non l’effettuazione. Quindi, se il bene è consegnato nel 2019, ma entra in funzione e viene interconnesso nel 2020, la deduzione 150% (che partirà dal 2020) è garantita.
Prenotazioni telematiche dal 22-IX al 22-X 2018

Il “Bonus-pubblicità” è un credito di imposta a carattere permanente, utilizzabile esclusivamente in compensazione mediante mod. F24. Possono usufruirne le Imprese (senza limiti di settore e/o dimensione), i Lavoratori autonomi ed gli Enti non commerciali, che effettuino investimenti in campagne pubblicitarie, attraverso l’acquisto di spazi pubblicitari e di inserzioni commerciali su giornali quotidiani e periodici (nazionali, locali, on-line) oppure, su emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali. Il credito d’imposta non è beneficio automatico, ma viene riconosciuto solo a seguito della presentazione di un’istanza in via telematica

Beneficiari Il “bonus-pubblicità” spetta alle imprese di ogni dimensione (indipendentemente dalla natura giuridica assunta, dalle dimensioni aziendali e dal regime contabile adottato); alle start-up innovative; ai Lavoratori autonomi ed agli Enti non commerciali, sugli investimenti pubblicitari incrementali effettuati su emittenti radiofoniche e televisive locali, analogiche o digitali (iscritte presso il Registro degli operatori di comunicazione), o su giornali quotidiani e periodici – nazionali e locali – in edizione cartacea o digitale (iscritti presso il competente Tribunale, ovvero presso il menzionato Registro degli operatori di comunicazione) e dotati in ogni caso della figura del Direttore responsabile.

Condizioni per l’ottenimento del bonus
Per fruire dell’agevolazione devono essere rispettate delle specifiche condizioni :
a. Accertare preliminarmente che, nell’anno in cui intende accedere al beneficio, vi sia un incremento complessivo degli investimenti pubblicitari pari almeno all’1% rispetto all’anno precedente; solo se tale condizione è soddisfatta
b. Al fine di poter accedere al bonus su entrambi i media (stampa e radiotelevisione) occorre accertare che l’incremento degli investimenti pubblicitari sul singolo mezzo di informazione (stampa da una parte, ed emittenti radiotelevisive dall’altra) deve superare di almeno l’1% gli analoghi investimenti effettuati sugli stessi mezzi di informazione nell’anno precedente.
Pertanto non possono accedere al credito d’imposta
1) i Soggetti che hanno iniziato l’attività nel corso dell’anno per il quale è richiesto il beneficio;
2) i Soggetti che nell’anno precedente a quello per il quale il beneficio è richiesto, non abbiano effettuato alcun investimento pubblicitario.

Settori ammessi Sono ammessi tutti i settori 
Investimenti e spese ammissibili Sono ammissibili al credito d’imposta gli investimenti riferiti all’acquisto di spazi pubblicitari ed inserzioni commerciali su giornali quotidiani e periodici, nazionali e locali, anche on-line, ovvero nell’ambito della programmazione di emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali.
Per gli investimenti effettuati dal 24 giugno 2017 al 31 dicembre 2017 il “bonus” è riconosciuto esclusivamente per le campagne su stampa quotidiana e periodica o online. Le spese sostenute devono essere considerate al netto delle spese accessorie, dei costi di intermediazione e di ogni altra spesa diversa dall’acquisto dello spazio pubblicitario, anche se ad esso funzionale o connesso. Sono agevolabili i compensi corrisposti alle imprese editoriali ma non quelli corrisposti alle concessionarie di pubblicità. Nel caso in cui le fatture non siano emesse dalle “imprese editoriali”, ma da soggetti intermediari, nelle stesse dovrà essere espressamente specificato l’importo delle spese nette sostenute per la pubblicità, separato dall’importo relativo al compenso dell’intermediario, e dovrà essere indicata la testata giornalistica o l’emittente radiotelevisiva sulla quale è stata effettuata la campagna pubblicitari

Spese escluse
Sono escluse dal beneficio le spese sostenute per l’acquisto di spazi destinati a servizi particolari quali:
televendite, servizi di pronostici, giochi o scommesse con vincite di denaro, di messaggeria vocale o chat-line con servizi a sovraprezzo.

Le agevolazioni Il bonus pubblicità è un agevolazione di natura fiscale, nella forma del credito d’imposta la cui misura varia a seconda del Soggetto beneficiario. In particolare, il beneficio è pari al 90% del valore incrementale degli investimenti sui due media nel caso di :
– micro, Piccole Medie Imprese, vale a dire imprese che hanno meno di 250 occupati ed hanno un fatturato annuo non superiore a 50 milioni di euro oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 43 milioni di euro;
– start-up innovative come definite dall’articolo 25 del Dl numero 179/2012 convertito con modificazioni dalla L. N. 221/2012
Per tutti gli altri soggetti beneficiari che non rientrano nella precedente categoria, l’agevolazione è pari al 75% sull’importo dell’incremento degli investimenti relativi ai due mezzi informativi.
In sede di prima applicazione, anche alle micro Piccole e Medie imprese e le startup innovative sarà provvisoriamente riconosciuto il beneficio nella misura standard del 75% in attesa che la Commissione europea si pronunci sulla compatibilità della maggiorazione con le normative europee sugli Aiuti di Stato.

Presentazione ed erogazione del bonus
Il credito d’imposta, che ha carattere permanente, non è automatico, ma per la sua fruizione è necessario presentare una comunicazione telematica – prenotazione – su apposita piattaforma dell’Agenzia delle Entrate. L’utilizzo del credito d’imposta, esclusivamente in compensazione, potrà avvenire soltanto dopo la realizzazione dell’investimento incrementale. Le comunicazioni telematiche relative agli investimenti effettuati nell’anno 2018, nonché dal 24 giugno 2017 al 31 dicembre 2017 esclusivamente sulla stampa quotidiana e periodica anche on-line, dovranno essere presentate tra il 22 settembre e il 22 ottobre 2018. Per gli anni successivi lo sportello si aprirà dal 1° marzo al 31 marzo di ciascun anno. Ai fini della concessione del bonus non rileva l’ordine cronologico di presentazione delle domande. Nell’ipotesi di insufficienza delle risorse disponibili, infatti, si procederà alla ripartizione percentuale tra tutti i Soggetti che, nel rispetto dei requisiti e delle condizioni di ammissibilità, hanno presentato nei termini la comunicazione telematica.

Dal Sole 24 ore del 21 marzo 2018

Agevolazioni. Per la qualificazione dei programmi ai fini dell’iperammortamento la guida dei princìpi contabili. Applicativi autonomi: deduzione al 40% se si tratta di immobilizzazioni immateriali.

Applicativi autonomi: deduzione al 40% se si tratta di immobilizzazioni immateriali
I principi contabili guidano la qualificazione del software ai fini dell’iperammortamento. Se si tratta di programmi di base necessari al funzionamento del macchinario 4.0, il costo si cumula a quello della macchina su cui spetta la deduzione al 150%. In caso di software «stand alone», spetta invece l’ammortamento 40% purché si tratti di immobilizzazione immateriale secondo l’Oic 24. Per determinare il costo e gli oneri accessori, occhi puntati sull’Oic 16.
Nel calcolo dell’Ires del bilancio 2017, le società fanno i conti per la prima volta con l’iperammortamento. I princìpi contabili sono di ausilio per risolvere diverse questioni, ma restano dubbi su cui si attendono interventi.
Un primo aspetto riguarda il software rientrante nell’allegato B) alla legge 232/16 che, se si è realizzato almeno un investimento «iper», può usufruire della deduzione al 40 per cento. La circolare 4/E/17 ha affermato che l’incentivo riguarda i software «stand alone» anche se acquisiti in licenza d’uso, purché iscrivibili nelle immobilizzazioni immateriali.
L’Oic 24 stabilisce che il software applicativo acquistato a titolo di proprietà, nonché in licenza a tempo indeterminato o determinato si capitalizza quanto alle somme una tantum. Vanno invece a conto economico i canoni periodici o le royalties, che dunque non usufruiscono della agevolazione. Fiscalmente (e dunque anche per il 40%), il software in proprietà oppure in licenza a tempo indeterminato senza limitazioni si deduce in misura non superiore al 50% per ciascun esercizio, mentre la licenza a tempo determinato si ammortizza in base alla durata.
La circolare ha anche previsto che il software integrato acquistato unitamente al macchinario deve considerarsi agevolabile con l’iper del 150 per cento. Poiché il software di base va sempre capitalizzato sul valore del macchinario, il relativo costo si deve ritenere soggetto al 150% anche se acquisito presso un diverso fornitore (Assonime circolare 12/2017).
Rilevano per l’iperammortanento anche gli oneri accessori di diretta imputazione. Per individuarli correttamente sono di aiuto i principi contabili ed in particolare l’Oic 16. A titolo esemplificativo si tratta di: costi di progettazione, trasporti, dazi su importazione, costi di installazione, costi ed onorari di perizie e collaudi, costi di montaggio e posa in opera, costi di messa a punto. Le opere murarie ed edili (ad esempio il basamento di cemento di un macchinario), sono da sommare al costo iper (se sostenute dal 1° gennaio 2017), solo qualora non configurino una autonoma costruzione.
Una questione rilevante riguarda alcuni grandi impianti che, in quanto fissi al suolo, vengono accatastati alla stregua di immobili. La circolare 4/E (parlando di impianti fotovoltaici e eolici) ha chiarito che non sono agevolabili le componenti immobiliari oggetto di stima catastale, mentre rientrano nel bonus le componenti che assolvono a specifiche funzioni nell’ambito del processo produttivo e che non conferiscono all’immobile una utilità comunque apprezzabile (circolare 2/E/16).
È da ritenere che, anche nel caso di «macchinari-immobili», per quantificare il costo iperammortizzabile si debba adottare un criterio funzionale. Dovrebbe usufruire del 150% il costo delle strutture che sono necessarie e specifiche per il processo, come la gabbia metallica dei magazzini verticali, che è parte integrante e insostituibile del meccanismo automatizzato, pur costituendo anche involucro e struttura portante.

L’articolo 1, commi da 98 a 108, della Legge 28 dicembre 2015, n. 208 (Legge di Stabilità 2016) ha introdotto un credito d’imposta a favore delle imprese che, a decorrere dal 1° gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2019, effettuano l’acquisizione dei beni strumentali nuovi (macchinari, impianti e attrezzature varie), facenti parte di un progetto di investimento iniziale e destinati a strutture produttive ubicate nelle zone assistite delle Regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo; analizziamo le disposizioni normative in essere per il periodo d’imposta 2016 e le modalità di indicazione del credito d’imposta nel modello dichiarativo Unico PF.

La Legge 27 febbraio 2017, n. 18 di conversione del Decreto Legge 29 dicembre 2016, n. 243, ha profondamente modificato la disciplina normativa originaria di cui alla Legge n° 208 del 2015 prevedendo:

  • l’inclusione della Sardegna fra le regioni del Mezzogiorno ammesse alla deroga ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 3, lett. a), del TFUE, in luogo della deroga precedentemente prevista a norma dell’articolo 107, paragrafo 3, lett. c), del TFUE;
  • l’aumento della misura del credito d’imposta spettante;
  • l’aumento del limite massimo dei costi agevolabili relativi a ciascun progetto di investimento, al quale è commisurato il credito d’imposta;
  • la determinazione del credito d’imposta sulla base del costo complessivo dei beni acquisiti;
  • la possibilità di cumulo del credito d’imposta con gli aiuti de minimis e con altri aiuti di Stato che insistano sugli stessi costi, sempre che tale cumulo non porti al superamento dell’intensità o dell’importo di aiuto più elevati consentiti dalla normativa europea (in precedenza sussisteva il divieto di cumulo).

NORMATIVA – La nuova disciplina del credito d’imposta per gli investimenti al sud introdotta dal Decreto Mezzogiorno convertito con modificazione dalla Legge n° 27/2017 trova applicazione a partire dalle acquisizioni di beni effettuati a dal 1° marzo 2017; di conseguenza per il periodi d’imposta 2016 è riconosciuta piena validità al precedente assetto normativo.

AGEVOLAZIONE – Crediti d’imposta per l’acquisizione di beni strumentali nuovi, facenti parte di un progetto di investimento iniziale[1] e destinati a strutture produttive ubicate nelle zone assistite delle seguenti Regioni:

  • Campania;
  • Puglia;
  • Basilicata;
  • Calabria;
  • Sicilia;
  • Molise;
  • Sardegna e Abruzzo.

A CHI SPETTA – Possono accedere all’agevolazione tutti i soggetti titolari di reddito di impresa ai sensi dell’art. 55 del TUIR, indipendentemente dalla natura giuridica assunta che provvedono ad acquisire bene strumentali nuovi facenti parte di un progetto di investimento iniziale come sopra definito e destinati a strutture produttive ubicate:

  • nelle zone assistite della Campania, Puglia, Basilicata; Calabria, Sicilia ammissibili alle deroghe definite dall’art. 107 par. 3 lettera a) del TFUE[1];
  • e nelle zone assistite ammissibili alle deroghe ai sensi dell’art.107 par. 3 lettera c) quali Molise Sardegna e Abruzzo.

INVESTIMENTO AGEVOLABILE – L’agevolazione è commisurata alla quota del costo complessivo degli investimenti eccedente gli ammortamenti dedotti nel periodo d’imposta relativi alle medesime categorie di beni d’investimento della stessa struttura produttiva, esclusi gli ammortamenti dei beni oggetto dell’investimento agevolato.

BENI AGEVOLABILI – Sono agevolabili gli investimenti, facenti parte di un progetto di investimento iniziale come sopra definito e relativi all’acquisto, anche mediante contratti di locazione finanziaria, di macchinari, impianti e attrezzature varie destinati a strutture produttive già esistenti o che vengono impiantate nel territorio.

MISURA DELL’AGEVOLAZIONE

Dimensione impresa

Percentuale agevolabile

Importo massimo

Piccole imprese

20%

1,5 mln

Medie imprese

15%

5 mln

Grandi imprese

10%

15 mln

UTILIZZO IN COMPENSAZIONE – Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del Decreto Legislativo 9 luglio 1997, n. 241, a decorrere dal periodo d’imposta in cui è stato effettuato l’investimento e deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di maturazione del credito e nelle dichiarazioni dei redditi relative ai periodi d’imposta successivi fino a quello nel quale se ne conclude l’utilizzo. Il credito concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini IRAP.

LIMITI DI COMPENSAZIONE – Per la compensazione del credito d’imposta, il modello F24 deve essere presentato esclusivamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, pena il rifiuto dell’operazione di versamento, utilizzando il codice tributo “6869”:

  • il credito di imposta in esame può essere fruito annualmente senza alcun limite quantitativo e, pertanto, per importi anche superiori al limite di 250.000 euro applicabile ai crediti d’imposta agevolativi (articolo 1, comma 53, della Legge 24 dicembre 2007, n. 244);
  • non si applica neanche il limite generale di compensabilità di crediti d’imposta e contributi di cui all’articolo 34 della Legge 23 dicembre 2000, n. 388, pari a 700.000 euro a decorrere dal 1° gennaio 2014;

non si applica la preclusione che prevede un divieto di compensazione dei crediti relativi alle imposte erariali in presenza di debiti iscritti a ruolo, per imposte erariali ed accessori, di ammontare superiore a 1.500 euro (articolo 31 del D.L. 78/2010).

MODALITA’ – I soggetti che intendono avvalersi del credito d’imposta devono presentare apposita comunicazione all’Agenzia delle Entrate. La trasmissione telematica della comunicazione redatta con il nuovo modello approvato in data 14 aprile 2017 è effettuata utilizzando il software denominato “CIM17”, disponibile gratuitamente sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it. a partire dal 27 aprile 2017. Il modello va utilizzato anche per la richiesta di autorizzazione alla fruizione del credito d’imposta per gli investimenti realizzati entro il 28 febbraio 2017, ossia prima dell’entrata in vigore della Legge n° 18/2017 sopra richiamata, assoggettati quindi alla previgente normativa.

La comunicazione può essere presentata all’Agenzia delle Entrate, esclusivamente in via telematica, fino al 31 dicembre 2019. La trasmissione della comunicazione può essere effettuata:

  • direttamente, da parte dei soggetti abilitati dall’Agenzia;
  • tramite una società del gruppo, se il richiedente fa parte di un gruppo societario. Si considerano appartenenti al gruppo l’Ente o la società controllante e le società controllate. Si considerano controllate le società per azioni, in accomandita per azioni e a responsabilità limitata le cui azioni o quote sono possedute dall’Ente o società controllante, o tramite altra società controllata, per una percentuale superiore al 50% del capitale; • tramite gli intermediari indicati nell’art. 3, comma 3, del D.P.R. n. 322 del 1998 e successive modificazioni (professionisti, associazioni di categoria, CAF, altri soggetti);
  • tramite gli intermediari indicati nell’art. 3, comma 3, del D.P.R. n. 322 del 1998 e successive modificazioni (professionisti, associazioni di categoria, CAF, altri soggetti).

L’invio della comunicazione può avvenire utilizzando i canali Entratel o Fisconline.