Dal Sole 24 ore dell'8 febbraio 2018

Ctp Treviso. Sottoscrizione elettronica valida solo via Pec.

È giuridicamente inesistente l’avviso di accertamento notificato su carta se, in luogo della firma autografa, viene riportata l’indicazione a stampa del firmatario dell’atto amministrativo con la dicitura «firmato digitalmente».
La sottoscrizione con firma digitale è valida se l’atto viene notificato tramite Pec poiché solo in questo modo è possibile verificare l’identità dell’autore, l’integrità, l’ immodificabilità del documento e la riconducibilità dell’atto all’organo amministrativo titolare del potere di accertamento. A stabilirlo è la sentenza n. 55/01/2018 della Ctp Treviso.
La vicenda scaturisce dal contenzioso instaurato da una società, a seguito dell’impugnazione di un avviso di accertamento con cui l’ufficio contestava svariate violazioni. Il contribuente, tra i vari motivi di ricorso, eccepiva l’obbligatorietà della firma autografa ritenendo non legittima la firma digitale su un atto notificato in forma cartacea.
Nell’accogliere l’eccezione preliminare i giudici ricordano, innanzitutto, che la possibilità di sostituire la firma autografa con quella a stampa riguarda solamente gli atti prodotti da sistemi informativi automatizzati.
L’illegittimità dell’atto, quale vizio insanabile, rappresenta la più grave conseguenza comminata dai giudici, non tanto per effetto della sottoscrizione con la firma digitale, quanto piuttosto per il mancato rispetto dell’ utilizzo della posta elettronica certificata per esternalizzare la pretesa tributaria. Solo con quest’ultima il contribuente avrebbe potuto verificare la paternità dell’atto e la conformità della copia analogica al documento informatico.
Per l’organo giudicante, l’atto «firmato digitalmente» e notificato nei modi ordinari è di fatto un atto non conforme al modello legale se non riporta la firma autografa; in questi casi, l’avviso di accertamento è come se fosse non sottoscritto e, quindi, privo di qualsiasi effetto giuridico.
Muovendo da tali presupposti i giudici sottolineano, inoltre, che nel caso di specie non può neppure operare la presunzione generale di riferibilità dell’atto amministrativo all’organo che lo ha emesso. E ciò anche in ragione del fatto che l’atto non può essere ricondotto all’ente che lo ha emesso, se risulta inficiato il modello legale delle sottoscrizione.

 

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