Da Quotidiano Enti locali del 20 ottobre 2017

Esce dai vincoli di finanza pubblica l’intero stanziamento del fondo crediti di dubbia esigibilità, anche per la parte finanziata da avanzo di amministrazione.
La novità arriva nell’articolo dedicato alla semplificazione del pareggio di bilancio inserito nella bozza della manovra di bilancio per il 2018. Il Fondo crediti di dubbia esigibilità è stanziato tra le spese di ciascun esercizio, per un ammontare determinato in considerazione delle previsioni delle entrate, della loro natura e dell’andamento del fenomeno negli ultimi cinque esercizi precedenti (la media del rapporto tra incassi e accertamenti per ciascuna tipologia di entrata). Lo stanziamento del Fcde non è oggetto di impegno e genera un’economia di bilancio che confluisce nel risultato di amministrazione come quota accantonata.

Il regime attuale
La normativa vigente prevede che ai fini del rispetto degli obiettivi di finanza pubblica gli enti territoriali, in sede di predisposizione del bilancio di previsione, escludano dalle spese finali il Fcde destinato a confluire nel risultato di amministrazione esclusivamente per la quota finanziata con entrate proprie, mentre non possono escludere la quota finanziata dall’avanzo di amministrazione. Dal prossimo anno, invece, gli enti potranno utilizzare tutto lo stanziamento dell’ Fcde, anche per la quota finanziata da avanzo di amministrazione.
In base alle disposizioni contenute nell’articolo 187, comma 2 , del Tuel gli enti possono impiegare l’eventuale quota del risultato di amministrazione “svincolata”, in occasione dell’approvazione del rendiconto (sulla base della determinazione dell’ammontare definitivo del Fcde), per finanziare lo stanziamento riguardante il fondo crediti di dubbia esigibilita’ nel bilancio di previsione dell’esercizio successivo a quello cui il rendiconto si riferisce.

Incentivi alle fusioni di Comuni
Il testo della manovra presentata per il prossimo anno rafforza anche gli incentivi per la fusione di Comuni. Dal 2018 è infatti previsto, a favore dei comuni che danno luogo ad un fusione, un contributo straordinario elevato al 60 per cento dei trasferimenti erariali attribuiti per l’anno 2010 (nel 2017 la percentuale è pari al 50 per cento). Inoltre, dall’anno 2018 il limite agli stanziamenti assegnati a ciascun ente sarà innalzato a tre milioni di euro, anziché gli attuali due milioni previsti per il 2017. Ciò sempre nei limiti degli stanziamenti a disposizione del ministero dell’interno per tale scopo.
Le novità interessano le fusioni di Comuni realizzate a partire dal 2012. Ai fini dell’attribuzione del contributo erariale, le regioni devono inviare al Ministero dell’interno, entro e non oltre il mese successivo all’adozione del loro provvedimento, copia della legge regionale istitutiva della fusione.

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