Dal Quotidiano Enti locali del 7 agosto 2017

Le amministrazioni pubbliche e le società partecipate devono far fronte a un’ampia serie di obblighi in scadenza nell’autunno di quest’anno, per avviare processi di rilevanza strategica per la razionalizzazione. Molte delle modifiche introdotte dal Dlgs n. 100/2017 al testo unico hanno ridefinito il calendario degli interventi di riassetto e delle azioni di riorganizzazione delle società.
Gli enti che possiedono quote o azioni di società inattive devono fare attenzione al 23 settembre, poiché entro quel giorno i conservatori cancelleranno dai registri delle imprese le società che non hanno depositato il bilancio o effettuato atti di gestione per oltre tre anni.

Ricognizione entro il 30 settembre

Il 30 settembre è il momento di maggior importanza, poiché entro quella data da un lato gli enti soci dovranno adottare il provvedimento di ricognizione delle partecipazioni, mentre gli amministratori delle società dovranno portare a compimento la verifica dei possibili esuberi di personale. Entro la stessa data, inoltre, deve essere approvato il bilancio consolidato, nel quale sono acquisiti i risultati degli enti rientranti nel sistema allargato dell’ente locale.
La deliberazione di ricognizione delle partecipazioni deve individuare anche quelle che devono essere alienate, in quanto non coerenti con i parametri stabiliti dall’articolo 4 e dall’articolo 20 del Dlgs n. 175/2016. Il percorso per l’alienazione deve essere concretizzato nell’arco di un anno: diversamente, dal 1° ottobre 2018 l’ente non può più esercitare i diritti del socio nella società della quale detiene una partecipazione impropria.
Il 30 settembre per le società si configura come momento importantissimo, in quanto le stesse devono portare a compimento entro quella data le analisi della situazione relativa al proprio personale, dovendo determinare gli eventuali esuberi.
Questo processo consentirà di verificare se il complesso delle risorse umane sia adeguato all’assetto organizzativo delle società, in funzione delle attività svolte in base agli affidamenti degli enti e in base a proprie scelte.

La definizione del bilancio

Nell’ambito del processo per la definizione del Bilancio 2018 le amministrazioni locali devono tenere in considerazione alcuni adempimenti, che costituiscono presupposti necessari per l’ottimale sviluppo del sistema.
Gli obiettivi definiti nel Dup in relazione agli organismi partecipati costituiscono infatti il necessario presupposto per il provvedimento che, in base all’articolo 19, comma 5 del testo unico, gli enti devono adottare per definire specifici obiettivi annuali e pluriennali per le spese di funzionamento delle società, comprensivi degli eventuali limiti per il reclutamento delle risorse umane (purtuttavia potendo tener conto delle particolarità del settore in cui esse operano).
Nella nota di revisione del documento unico di programmazione (che la giunta deve presentare entro il 15 novembre con lo schema di bilancio) possono peraltro essere recepite le eventuali scelte strategiche definite in sede di approvazione della razionalizzazione straordinaria.

Il termine per gli affidamenti in house

Entro il 30 ottobre le amministrazioni che intendono affidare in house servizi pubblici o strumentali devono iscriversi allo speciale elenco tenuto dall’Autorità nazionale anticorruzione e regolato dalla stessa con le linee guida n. 7. L’attività preliminare all’iscrizione comporta la verifica della sussistenza dei requisiti per l’utilizzo del particolare modulo, codificati dall’articolo 5 del Dlgs n. 50/2016, quindi è necessario che siano state apportate le eventuali modifiche statutarie necessarie per assicurare il controllo analogo (anche in forma disgiunta), la titolarità interamente pubblica del capitale sociale (salvo la possibile partecipazione di privati senza poteri di controllo) e la specifica evidenziazione dell’attività prevalente (per la quale l’articolo 16 del testo unico richiede l’esplicita previsione nello statuto).
Il giorno successivo (31 ottobre) scade il termine previsto dal Mef (con comunicato n. 103 del 23 giugno) per l’invio delle comunicazioni sull’esito della revisione straordinaria delle partecipazioni da parte degli enti soci.

La fine dell’anno

Entro la fine dell’anno (31 dicembre) e solo qualora non sia stato ancora adottato il decreto ministeriale per la definizione del sistema di gestione dei lavoratori in esubero, le società partecipate hanno la possibilità di utilizzare le procedure di mobilità delle risorse umane secondo la disciplina della legge finanziaria 2014 (legge n. 147/2013).
La stessa data costituisce il limite per la revisione degli statuti delle società miste nelle quali il socio privato operativo abbia una partecipazione inferiore al 30%, al fine di porla in termini coerenti con il limite previsto dall’articolo 17, comma 1 del testo unico.
Per le amministrazioni pubbliche il 2018 segna la svolta nella regolazione delle dinamiche economico-finanziarie rispetto alle società con i bilanci in rosso, poiché da questo esercizio viene applicato il regime ordinario per la definizione del fondo di accantonamento per il ripiano delle perdite, in quanto scade nel 2017 il sistema agevolato definito prima dalla legge n. 147/2013 e replicato poi dall’articolo 21 del Dlgs n. 175/2016.

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