Nell’assimilare gli enti/società soggetti a split payment a quelli (già) destinatari di fattura Pa, il decreto del ministero dell’Economia e delle Finanze del 13 luglio scorso sullo split payment non ha sciolto i dubbi circa gli adempimenti delle aziende speciali.

Pa oggetto di fatturazione
Si tratta, in effetti, di dubbi che vengono da lontano. A chiarimento del comma 209 della legge 244/07 (la Finanziaria 2008) la circolare 1/E/2015 aveva suddiviso le amministrazioni pubbliche oggetto di fatturazione elettronica in due gruppi principali, quello degli enti individuati (per tipologia) dall’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 165/2001 e quello degli enti pubblici specificamente indicati nell’elenco Istat delle pubbliche amministrazioni.

Il caso delle aziende speciali
In quanto assimilate ad enti pubblici economici, le aziende speciali non rientrano nel primo gruppo (che menziona invece gli enti pubblici non economici); quanto agli elenchi annuali Istat, essi non hanno mai ricompreso più di una dozzina di aziende speciali. Alla fine, non rientrando in alcuno dei due gruppi, la maggior parte delle aziende speciali non ha mai applicato la normativa sulla fatturazione elettronica. In ogni caso, il decreto del 13 luglio sembrerebbe aver modificato questo scenario.
A proposito della completa identificazione dei soggetti tenuti ad applicare lo split payment con quelli già destinatari della fattura Pa, il ministero dell’Economia e delle Finanze ribadisce che (anche) per i primi occorre ora far riferimento all’elenco pubblicato sul sito dell’Ipa (l’Indice delle pubbliche amministrazioni). Ancora una volta, tuttavia, l’indice non ricomprende tutte le aziende speciali.
Può essere, a questo punto, che la successiva affermazione del Mef secondo cui «le aziende speciali applicano il meccanismo della scissione dei pagamenti, dato che rientrano tra i soggetti destinatari della disciplina sulla fatturazione elettronica obbligatoria (…)» sia destinata a chiudere il cerchio, così da assoggettare a split anche le altre aziende speciali non menzionate dall’Ipa. Poiché tuttavia l’affermazione non trova alcun concreto ancoraggio normativo o interpretativo potrebbero tornare utili le indicazioni della circolare 1/E/2015 dell’agenzia delle Entrate: non potendosi ritenere esaustivo il richiamo alle categorie Ipa, in caso di incertezza circa l’applicazione dello split payment, gli enti pubblici possono inoltrare apposita richiesta di interpello ex articolo 11 dello Statuto del contribuente (legge 212/2000).

 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *